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Sindrome del tunnel cubitale: sintomi, cause e come si cura

La sindrome del tunnel cubitale è un disturbo del gomito che spesso viene sottovalutato, almeno all’inizio. Quel fastidioso formicolio al mignolo e all’anulare, la sensazione di “scossa” quando si urta il gomito, la mano che perde forza: sono tutti segnali che qualcosa non va a livello di un nervo importante, il nervo ulnare. Riconoscere per tempo questi campanelli d’allarme è fondamentale, perché intervenire precocemente permette di evitare danni permanenti. Vediamo insieme cos’è questa condizione, come si manifesta e quali sono le possibilità di cura.

Cos’è la sindrome del tunnel cubitale

La sindrome del tunnel cubitale è una condizione causata dalla compressione del nervo ulnare nel suo passaggio attraverso il tunnel cubitale, uno stretto canale che si trova all’interno del gomito. Questo nervo è ben conosciuto da tutti, anche senza saperlo: è quello responsabile della sgradevole sensazione di scossa che si avverte quando si colpisce il gomito nel punto comunemente chiamato “osso pazzo”.

Il nervo ulnare ha compiti importanti: controlla la sensibilità del mignolo e di parte dell’anulare e comanda numerosi muscoli della mano, quelli che permettono i movimenti fini e precisi delle dita. Quando questo nervo viene compresso o irritato lungo il suo percorso al gomito, iniziano a comparire formicolii, intorpidimento, dolore e una progressiva riduzione della forza. Si tratta della seconda neuropatia da compressione più frequente dell’arto superiore, subito dopo la più nota sindrome del tunnel carpale.

I sintomi del tunnel cubitale

la sindrome del tunnel cubitale su una giovane donna

I sintomi del tunnel cubitale interessano tipicamente il mignolo e la metà dell’anulare, cioè proprio le dita la cui sensibilità dipende dal nervo ulnare. Il segnale più comune è un formicolio accompagnato da intorpidimento in queste due dita, una sensazione che all’inizio va e viene ma che con il tempo può diventare costante.

A questo si associa spesso un dolore al gomito, localizzato sul lato interno, che può irradiarsi lungo l’avambraccio fino alla mano. Molto caratteristica è la sensazione di “scossa” quando si tocca o si sfiora il lato interno del gomito. Con l’aggravarsi della condizione compare una perdita di forza nella mano, con difficoltà nella presa e nei movimenti che richiedono precisione, come abbottonare una camicia o girare una chiave. Un aspetto tipico è il peggioramento dei sintomi a gomito piegato, ad esempio mentre si parla al telefono o durante il sonno. Nei casi più avanzati può manifestarsi persino un’atrofia muscolare della mano, con un evidente dimagrimento dei muscoli.

Sintomi iniziali e progressione

Nelle fasi iniziali il tunnel cubitale si manifesta con formicolio e intorpidimento intermittenti al mignolo e all’anulare, che compaiono soprattutto quando il gomito resta piegato a lungo. Non a caso, molte persone si accorgono del problema di notte, svegliandosi con la mano addormentata perché durante il sonno tendono a tenere il braccio flesso, oppure dopo lunghe telefonate.

In questo primo stadio la forza della mano è ancora conservata e i disturbi tendono a scomparire semplicemente muovendo o distendendo il braccio. Con il passare del tempo, però, se la compressione del nervo persiste, il quadro può peggiorare: il formicolio diventa costante, iniziano a comparire debolezza e difficoltà nei movimenti fini e, nei casi trascurati più a lungo, si arriva all’atrofia dei muscoli della mano. Riconoscere i sintomi iniziali è quindi decisivo, perché consente di intervenire quando il danno è ancora reversibile.

Cause e fattori di rischio

La sindrome del tunnel cubitale deriva da tutto ciò che comprime o irrita il nervo ulnare all’altezza del gomito. Uno dei meccanismi più frequenti è il mantenimento prolungato del gomito in posizione piegata, che aumenta la tensione sul nervo e riduce lo spazio a sua disposizione.

Tra i principali fattori di rischio troviamo l’appoggio ripetuto del gomito su superfici dure, che esercita una pressione diretta sul nervo, e i movimenti ripetitivi legati ad alcune attività lavorative o sportive. Contribuiscono inoltre i traumi e le fratture subiti in passato dal gomito, l’artrosi dell’articolazione e la presenza di formazioni che restringono il canale. Esiste anche una predisposizione anatomica: in alcune persone il nervo tende a spostarsi dalla sua sede naturale durante i movimenti del gomito, andando incontro a un’irritazione più facile. Conoscere questi fattori aiuta a modificare le abitudini che possono aggravare il disturbo.

Come si diagnostica il tunnel cubitale

La diagnosi del tunnel cubitale si basa sull’esame clinico e su un esame strumentale fondamentale, l’elettromiografia. Durante la visita specialistica, il medico raccoglie i sintomi descritti dal paziente, valuta la sensibilità e la forza della mano ed esegue alcuni test specifici che riproducono i disturbi, ad esempio piegando il gomito o percuotendo delicatamente il nervo sul lato interno.

L’elettromiografia, associata allo studio della conduzione nervosa, rappresenta l’esame chiave: consente di confermare la diagnosi, individuare con precisione il punto in cui il nervo ulnare è compresso e misurare la gravità del danno. Queste informazioni sono preziose per scegliere il trattamento più adatto e per capire se sia sufficiente un approccio conservativo o se sia necessario un intervento.

Trattamenti per il tunnel cubitale

Il trattamento del tunnel cubitale dipende dalla gravità dei sintomi e dal grado di compressione del nervo. Nelle forme lievi si privilegia l’approccio conservativo, che punta a ridurre la pressione sul nervo ulnare senza ricorrere alla chirurgia.

Rientrano in questa strategia la modifica delle abitudini quotidiane, per evitare di tenere il gomito piegato troppo a lungo o di appoggiarlo su superfici dure, e l’uso di un tutore che mantiene il gomito esteso, particolarmente utile durante la notte. A questi si aggiungono i farmaci antinfiammatori e la fisioterapia, che aiuta a mobilizzare il nervo e a ridurre l’infiammazione. Quando invece la sindrome è in fase moderata o grave, oppure quando compaiono debolezza e atrofia muscolare, diventa spesso necessario l’intervento chirurgico, che ha lo scopo di liberare il nervo dalla compressione o, in alcuni casi, di spostarlo in una posizione più protetta.

Quando rivolgersi allo specialista

È consigliabile rivolgersi a uno specialista quando il formicolio e l’intorpidimento al mignolo e all’anulare diventano frequenti o costanti, quando compare un dolore al gomito persistente e, soprattutto, quando si avverte una perdita di forza o una difficoltà nei movimenti della mano. Una valutazione precoce è determinante, perché una compressione prolungata del nervo ulnare può provocare un danno permanente e un’atrofia muscolare difficile da recuperare. Non aspettare che i sintomi si aggravino è il modo migliore per proteggere la funzionalità della mano.

Domande frequenti

Come capire se si ha il tunnel cubitale? Si può sospettare il tunnel cubitale in presenza di formicolio e intorpidimento al mignolo e all’anulare, dolore sul lato interno del gomito e riduzione della forza della mano, con un tipico peggioramento a gomito piegato. La conferma arriva dalla visita specialistica e dall’elettromiografia.

Qual è la differenza tra tunnel cubitale e tunnel carpale? Il tunnel cubitale riguarda la compressione del nervo ulnare al gomito e interessa il mignolo e l’anulare. Il tunnel carpale, invece, riguarda la compressione del nervo mediano al polso e coinvolge pollice, indice e medio. Si tratta quindi di due nervi e due sedi differenti.

Il tunnel cubitale può guarire senza intervento? Nelle forme lievi i sintomi possono migliorare con la modifica delle abitudini, l’uso di un tutore notturno e la fisioterapia. Nelle forme moderate o gravi, con debolezza o atrofia, il disturbo tende invece a progredire e spesso richiede l’intervento chirurgico per liberare il nervo.